Formazione

La vita cristiana è, innanzitutto, una profonda relazione d’amore tra due persone: noi e il Signore; poi diviene scoperta di una chiamata alla missione, di un insieme di regole di vita, della necessità di amare gli altri per obbedire alla Parola.

 

Il processo di formazione ci aiuta a comprendere e capire più profondamente Dio e la Sua volontà per noi, allo scopo di poterlo amare e servire meglio. “Gesù Cristo infatti, mediante il Suo Spirito, opera in noi non solo per la crescita e lo sviluppo personale ma anche perché noi, con energia ed efficacia, ci rivolgiamo verso l’esterno e Gli permettiamo di agire tramite noi, influenzando il mondo affinché si orienti verso di Lui!” ci ha detto P.Vincenzo nella lettera pastorale.

 

Tutti siamo “testimoni” (cfr. Atti 1,8). La nostra vita, le parole, l’esempio danno a chi ci sta intorno una testimonianza continua dell’impatto che ha la fede sulla nostra vita. Tuttavia, ognuno può essere chiamato a “svolgere un compito di evangelizzazione” (cfr.2 Tim 4,5) che vada oltre la testimonianza silenziosa dell’esempio, dicendo agli altri ciò che Gesù può fare per loro e finendo per essere strumento di consolazione e canale di misericordia.

 

Si tratta di voler condividere ciò che il Signore ha fatto nella propria vita in modo da attirare gli altri a Cristo e mostrare, con semplicità e naturalezza, in cosa consiste la salvezza e la vita nuova offerta in Cristo a tutti gli uomini.

 

I percorsi formativi, nella loro specificità, servono a focalizzare i talenti e valorizzare quelle doti di sensibilità e generosità che si hanno dentro di sé, attivando un importante processo che, attraverso la trasmissione di conoscenze e l’ acquisizione di competenze, porta al cambiamento più profondo del proprio Essere con l’altro (ammalato, famiglia, ospedale) e del proprio Essere con se stesso. Incontrare la persona sulla strada del dolore richiede la capacità di esprimere l’aiuto non solo attraverso i gesti professionali ma anche nella dimensione umana e spirituale. Il malato e il sofferente, infatti, hanno bisogno in egual misura sia di cure adeguate sia di sostegno nell’ angoscia della malattia e nell’ insicurezza che essa genera. Considerando la loro forte necessità di essere ascoltati, capiti e adeguatamente informati, si evince la necessità di un Progetto formativo che qualifichi il rapporto operatore – paziente con la ricchezza dello spirito di umanità.